Se lavori in una struttura ricettiva, il check-in è un gesto quotidiano: si controlla un documento, si registra l’ospite e si riparte con le attività. Eppure, proprio quel passaggio può diventare un punto critico: se le immagini dei documenti vengono scansionate, archiviate o trasmesse senza adeguate misure di sicurezza, possono finire nelle mani sbagliate e trasformarsi in furto d’identità, truffe e danni economici per i clienti.
Recentemente non sono mancati casi reali in cui carte d’identità e passaporti sottratti a strutture ricettive sono comparsi in vendita nel dark web. In questo articolo vediamo cosa possono fare i criminali con un documento rubato, quali sono i rischi più frequenti e, soprattutto, quali buone pratiche operative e misure di sicurezza possono adottare reception e personale alberghiero per proteggere gli ospiti (e tutelare anche la struttura) in modo concreto e conforme alle regole.
Casi reali recenti
- Tra giugno e agosto 2025, un gruppo di cybercriminali noto come “Mydocs”ha sottratto e messo in vendita nel dark web tra i 70.000 e i 90.000 documenti d’identità (carte d’identità e passaporti) ottenuti da sistemi informatici di vari hotel italiani.
- Le strutture coinvolte sono presenti su tutto il territorio nazionale. Ecco alcuni dati, citando solo la località:
– Venezia: circa 38.000 immagini rubate a luglio
– Ischia: circa 30.000 documenti
– Trieste: circa 17.000 immagini
– Milano Marittima: circa 2.300 immagini - Secondo il CERT-AgID, gli attacchi sono stati realizzati con accessi non autorizzati ai sistemi informatici degli hotel e il materiale trafugato è stato venduto nel Dark web a prezzi variabili, da circa 800 fino a 10.000 euro per documento.
- Il Garante per la Privacyha avviato a tal proposito delle verifiche ed ha sollecitato le strutture a notificare prontamente le violazioni e invitato i clienti a verificare con gli hotel se i loro dati fossero stati compromessi.
Cosa possono fare con un documento rubato?
Con la carta di identità:
– Creare account online (banche, e-commerce, social network) a nome dell’intestatario
– Ottenere crediti o prestiti, lasciando poi i debiti
– Registrare SIM telefoniche per poi usarle in attività fraudolente
– Abbonamenti a servizi (telefonia, pay-tv, noleggio auto o scooter sharing)
– Acquisti a rate con finanziarie
– Intestare beni o società fittizie all’identità dell’intestatario
– Utilizzare l’identità per riciclare denaro o truffare terzi (ad esempio vendite online inesistenti)
– Tentare di ottenere SPID, CIE digitale o altri sistemi di autenticazione statale
– Accedere a bonus o contributi economici al posto dell’intestatario
Con la patente di guida:
La patente da sola non permette di fare tutto ciò che si può fare invece con la carta d’identità, ma è comunque un documento molto sfruttato per truffe e contratti. L’elemento critico è che può “legittimare” un malintenzionato a presentarsi fisicamente a nome dell’intestatario ed effettuare le seguenti attività:
– Noleggiare auto/scooter
– Sottoscrivere e attivare SIM o contratti di utenze
– Fare acquisti a credito o abbonamenti
– Intestare veicoli per attività illecite
– Usarla come “copertura” per multe e incidenti (ad esempio decurtazione di punti)
Buone norme comportamentali per la reception e il personale alberghiero
1. Minimizzare la raccolta e la conservazione dei dati
- Evitare di scansionare o memorizzare copie dei documenti dei clienti: per legge (TULPS Art. 109), è sufficiente la sola verifica visiva del documento.
- 2. Implementare solide misure di sicurezza informatiche
- Applicare misure tecniche e organizzative adeguate, come la cifratura dei dati, il controllo degli accessi, la protezione degli scanner e delle postazioni di lavoro.
- Con i clienti abituali, previa loro specifica autorizzazione, si possono salvare in modo sicuro i dati anagrafici nel gestionale, evitando comunque la copia fisica o digitale del documento stesso.
- Meglio utilizzare sistemi sicuri per la trasmissione dei dati sensibili, come il portale “Alloggiati Web” della Polizia di Stato: https://alloggiatiweb.poliziadistato.it/PortaleAlloggiati/
- 3. Gestione delle violazioni
In caso di data breach, l’hotel deve notificare il Garante della Privacy entro 72 ore e informare tempestivamente i clienti coinvolti, consentendo loro di proteggersi.
- 4. Formazione e consapevolezza del personale
- È importante formare il personale, affinché comprenda i rischi legati al trattamento dei dati sensibili, in modo che sappia impedire accessi non autorizzati e gestire correttamente scanner e computer in reception.
- Inoltre, è utile instaurare una cultura aziendale attenta alla privacy, in cui tutti i dipendenti siano responsabili della sicurezza dei dati.
- 5. Procedure chiare per i clienti
Comunicare ai clienti in modo trasparente che è sufficiente la verifica visiva del documento, senza necessità di lasciare copie.
- 6. Supporto alle vittime
In caso di sospetto coinvolgimento, cooperare con Clienti, Autorità e Garante, fornendo informazioni chiare e supporto nelle possibili azioni (monitoraggio dei dati, accesso a risorse legali o tecniche).
In conclusione
Di seguito un riepilogo delle buone prassi da seguire per evitare il furto dei documenti.
– Raccolta documenti: solo per controllo visivo, evitare copia e conservazione
– Sicurezza informatica: cifratura, accessi controllati e uso del portale “Alloggiati Web”
– Violazioni informatiche: notifica rapida al Garante e ai clienti
– Formazione del personale: sensibilità alla privacy, sicurezza operativa realistica
– Politica trasparente verso i clienti: informare su modalità corrette di check-in
– Supporto ai clienti coinvolti: collaborazione, monitoraggio, risorse per tutela
È fondamentale che le strutture ricettive tutelino nel miglior modo possibile i dati dei clienti, per evitare situazioni spiacevoli e di essere complici in attività fraudolente o criminali.
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Ascom Servizi Padova spa
Padova, 22 aprile 2026
