POS SOTTO ATTACCO: COME PROTEGGERE IL TUO PUNTO VENDITA

pos sotto attacco

POS sotto attacco: cosa sta succedendo e come proteggere il tuo punto vendita

 

 

Perché riguarda anche i negozi di prossimità: cosa è successo

 

A fine giugno 2026 alcuni ricercatori di sicurezza informatica hanno scoperto che un criminale informatico, conosciuto con lo pseudonimo Junix26, sta vendendo su un forum del dark web l’accesso remoto a registratori di cassa elettronici (i cosiddetti POS, Point Of Sale) già compromessi. Nella lista compaiono anche terminali situati in Italia.

 

Il prezzo? 250 dollari per ogni singola postazione, una cifra molto bassa, se si considera che quell’accesso potrebbe permettere a un criminale di entrare nei sistemi informatici di un negozio, osservare ciò che accade, rubare informazioni o preparare un attacco più grave.

 

 

Non si tratta di un attacco teorico

 

Chi vende offre come “prova” schermate reali presi da un punto vendita italiano, con tanto di orario recente, e propone persino un servizio di garanzia (escrow) per rassicurare l’acquirente sulla serietà dell’offerta.

 

 

Non si parla necessariamente del semplice terminale delle carte (credito o bancomat)

 

Nel linguaggio comune, con “POS” pensiamo al piccolo apparecchio sul quale il cliente appoggia o inserisce la carta.

 

Nel settore informatico, invece, il termine Point of Sale (POS) può comprendere l’intero sistema utilizzato nel punto vendita:

– computer della cassa;

– software gestionale;

– registratore telematico;

– programmi per ordini e magazzino;

– collegamenti con stampanti, lettori e terminali di pagamento;

– strumenti utilizzati dal tecnico per l’assistenza remota.

 

La compromissione potrebbe quindi non riguardare direttamente il terminale bancario, ma il computer o la rete del negozio alla quale sono collegati diversi strumenti.

 

 

Segnali da non ignorare

 

I segnali più importanti per un esercente non sono sempre evidenti, perché gli accessi venduti nel dark web possono essere “silenziosi” e non lasciare tracce immediate.

 

Attenzione soprattutto a questi casi:

– Terminale che si comporta in modo strano o lento.

– Richieste di accesso remoto non previste.

– Modifiche a cavi, alimentazione o rete.

– Software aggiornato da fonti non abituali.

– Presenza di dispositivi nuovi vicino alla cassa.

 

 

Per ridurre il rischio, quali sono le misure più importanti?

 

– Password robuste e uniche

– Rimozione delle credenziali predefinite

– Aggiornamenti regolari

– Controllo dell’accesso remoto e segmentazione della rete del negozio rispetto ad altri servizi come Wi‑Fi clienti o dispositivi non essenziali

 

 

Riassumendo

 

– Cambiare subito le password predefinite.

– Limitare l’accesso remoto ai soli casi necessari.

– Usare un terminale e una rete dedicati ai pagamenti.

– Tenere separato il Wi‑Fi clienti dalla rete del POS.

– Aggiornare software e dispositivi con regolarità.

– Verificare che fornitori e assistenza usino procedure sicure.

– Attenzione alle telefonate del falso tecnico. (Un criminale potrebbe anche telefonare al negozio fingendo di essere il tecnico del gestionale, della banca o del terminale di pagamento).

– Prima di consentire qualsiasi collegamento, è necessario interrompere la chiamata e contattare direttamente il fornitore utilizzando un numero già conosciuto, non quello comunicato dal presunto tecnico.

 

 

Quali sono i rischi per il commerciante

 

Un accesso abusivo può causare conseguenze molto concrete:

 

Blocco dell’attività

Il sistema di cassa, il magazzino, la fatturazione o gli ordini potrebbero non essere più disponibili. Anche poche ore di interruzione possono creare disagi, perdite economiche e problemi con i clienti.

 

Furto di dati

Potrebbero essere copiati dati di clienti, dipendenti, fornitori, fidelity card, ordini, fatture, indirizzi e credenziali di accesso.

 

Richiesta di riscatto

Il criminale potrebbe cifrare i sistemi e chiedere denaro per ripristinarli, senza alcuna garanzia di restituzione.

 

Truffe ai fornitori

Leggendo le e-mail o osservando i rapporti commerciali, i criminali possono inviare false comunicazioni con coordinate bancarie modificate.

 

Danni reputazionali

I clienti potrebbero perdere fiducia nell’attività, soprattutto quando l’incidente coinvolge dati personali o informazioni relative ai pagamenti.

 

Obblighi privacy

Se vengono compromessi dati personali, l’impresa deve valutare se si è verificata una violazione dei dati, il cosiddetto data breach. Nei casi in cui sono a rischio i diritti e le libertà delle persone fisiche, diventa necessario notificare l’incidente al Garante per la protezione dei dati personali entro 72 ore e, quando la violazione è suscettibile di presentare un rischio elevato per le persone coinvolte, è obbligatorio informare le stesse.

 

 

Quali rischi corrono i clienti

 

Per il cliente, le conseguenze dipendono dal sistema compromesso e dai dati effettivamente accessibili, i rischi possono comprendere:

– utilizzo fraudolento di dati personali;

– e-mail o messaggi di phishing molto credibili;

– furti di account;

– truffe effettuate fingendosi il negozio;

– esposizione delle informazioni legate agli acquisti;

– possibili frodi sulle carte, qualora i dati di pagamento siano stati effettivamente intercettati.

 

Non tutti i sistemi POS conservano i dati completi delle carte e i moderni terminali utilizzano specifiche misure di protezione. Tuttavia, un accesso al computer o alla rete del punto vendita può comunque offrire ai criminali molte altre informazioni utili.

 

 

In conclusione

 

– Non bisogna pensare: “La mia attività è troppo piccola per interessare agli hacker”.

 

– Un piccolo negozio può essere interessante perché dispone di incassi, dati, credenziali, collegamenti con fornitori e sistemi spesso meno protetti rispetto a quelli di una grande impresa.

 

– La buona notizia è che molte intrusioni possono essere prevenute con controlli relativamente semplici: password robuste, autenticazione a più fattori, aggiornamenti, accessi remoti limitati, backup e maggiore attenzione alle richieste di assistenza.

 

– La sicurezza del punto vendita non riguarda solamente il computer: protegge la continuità dell’attività, gli incassi, la reputazione del commerciante e la fiducia dei clienti.

 

 

Fonti utili:

 

Red Hot Cyber – vendita accessi POS italiani sul dark web

PCI SSC – Guida ai pagamenti sicuri per piccoli esercenti

Banca d’Italia truffe nei pagamenti

 

Ricorda che l’Area Legale di Ascom Servizi Padova offre un servizio dedicato a sostenere le aziende in materia di cybersecurity, privacy e conformità al GDPR.

 

Puoi richiederci informazioni per l’adeguamento al GDPR Privacy compilando il form a questo link.

 

Contattaci legale@ascompd.com o chiamaci 049/8209741.

 

Ascom Servizi Padova spa
Padova, 15 settembre 2026